Ho assistito alla magia della vita

Pochi giorni fa ho saputo che una mia vecchia amica di università aveva dato alla luce un bel bambino. Un maschietto.

Inizialmente sono rimasto sorpreso ed interdetto perché non me l’aspettavo. E chi, d’altronde, poteva aspettarsela?

Lei è un paio di anni più grande di me, anzi, forse solo un anno più grande. Quindi ci possiamo considerare quasi coetanei.

E quindi diciamo che paragonare il vedersi sconvolgere piacevolmente la vita in questo modo come è accaduto a lei e il non sapere ancora cosa fare della propria vita, ma viverla alla giornata come accade a me, è comunque qualcosa di forte e che ti fa pensare.

Fortunatamente posso ancora permettermi di vivere alla giornata e, come si dice, finché dura fa verdura.

Ho deciso comunque di andarla a trovare, lei e il pargoletto.

Giovedì pomeriggio, dopo essermi preparato e fatto la barba con il mio rasoio elettrico Braun Series 9, siamo partiti io e la mia fidanzata alla volta del paesino dove abita questa mia amica. Amica anche della mia fidanzata tra l’altro visto che comunque frequentavamo tutti lo stesso corso universitario nella stessa facoltà.

Prima siamo passati in un negozio di vestiti per bambini e neonati per non presentarci a mani vuote.

Dopo una breve scelta e conseguente consultazione abbiamo comprato un vestitino estivo per il bambino.

L’età andava dai tre mesi in su. Quindi per quando arriva l’estate piena sarà pratico e funzionale.

Arrivati sotto casa della nostra amica abbiamo suonato al citofono.

Ci ha aperto la mamma del suo fidanzato. Non sono ancora convolati a nozze i due piccioncini con prole.

Abbiamo trovato la nostra amica sul divano ad allattare il bambino.

Ci siamo fermati per due ore abbondanti e il bambino non ha fatto altro che mangiare, piangere e mangiare.

La nostra amica l’abbiamo trovata bene, in salute, come il bambino. Era sfinita, ma felice. La felicità gliela si leggeva e vedeva chiaramente negli occhi.

C’è stato solo un momento che il bambino ha fatto la cacca. Inevitabilmente.

La mamma si è alzata paziente, si è diretta verso uno dei due fasciatoi che aveva in casa e ha cambiato e pulito il suo pargoletto.

Gesti di una dolcezza infinita.

Probabilmente la magia della vita è tutta in questi gesti.

Ah, dimenticavo.

Ho tenuto in braccio il bambino, quasi costretto perché non volevo farlo piangere ed avevo stranamente un po’ di timore a tenerlo tra le mie braccia. Chissà perché.

Appena però l’ho preso in braccio è stato molto piacevole ed ogni timore è svanito.

Neanche ha pianto il bambino.

Mi sono sentito molto soddisfatto.

Sì, non c’è che dire. Questi accadimenti sono proprio meravigliosi.

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