I CREATIVI CULTURALI 

I creativi culturaliPersone nuove e nuove idee per un mondo nuovo.

Una panoramica delle ricerche internazionali.
Con la partecipazione di Ervin Laszlo e Paul H. Ray.

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In un mondo sempre più preda del consumismo, in cui la globalizzazione si indirizza verso un valore quasi negativo, ci troviamo a lottare per un Pianeta, per degli ideali e per uno stile di vita che non tutti riconoscono come proprio.

Dal XXI secolo la globalizzazione ha avuto un’impennata e una diffusione sempre più ampia rispetto all’accezione economica che inizialmente la definiva.

La capacità di uniformare commercio, culture, costumi e pensieri geograficamente e tradizionalmente diversi fra loro hanno portato, grazie anche allo sviluppo di mezzi di comunicazione sempre più accessibili e diffusi, ad una serie di benefici e aspetti positivi. Fra questi riconosciamo: una maggior circolazione delle informazioni; possibilità di crescita economica da parte di Paesi rimasti ai margini dell’economia e riduzione dei costi grazie all’aumento della concorrenza.

In realtà, non è tutto oro quello che luccica. Il processo di globalizzazione ha portato con sé anche una serie di fenomeni negativi che influenzano costantemente la vita di tutti noi. L’aumento del degrado ambientale con conseguente impatto sul Pianeta e sul clima, l’aumento delle disparità sociali, l’affievolirsi delle identità locali e la diminuzione della privacy personale sono solo alcuni degli effetti negativi derivati da questo processo.
Da questo risvolto negativo nascono i “Creativi Culturali” un gruppo socio-culturale che si fa fautore di un cambiamento sociale all’opposto di quello portato dalla globalizzazione.

Questo significa regredire? Assolutamente no, questi cittadini del mondo sono effettivamente all’avanguardia per quanto riguarda la ricerca di un’economia più etica, uno sviluppo ecosostenibile per la preservazione delle risorse naturali, una migliore qualità della vita, un’apertura ai valori femminili e una crescita personale e spirituale sia a livello collettivo che individuale.
Sono persone preoccupate per il pericoloso mutamento climatico, per i conflitti sempre più aspri e numerosi e per la dilagante ingiustizia sociale  che quindi promuovono attivamente valori più sani, pacifici ed ecosostenibili.

La maggior parte delle persone che rientra all’interno di questa categoria lo fa quasi senza rendersene conto, ritengono, anzi, di costituire una parte marginale ed isolata della popolazione. Quindi, quanti sono in realtà questi creativi culturali?

È quello di cui tratta il libro di Enrico Cheli e Nitamo Montecucco. I due autori presentano, in un linguaggio comprensibile a tutti, i risultati di specifiche ricerche sociologiche condotte in USA, Italia, Francia e Giappone.
I dati parlano chiaro e risulta che, anziché un gruppo minoritario, fra il 60% e l’80% della popolazione è sensibile ai valori sostenuti da questi “creatori attivi di una nuova cultura” dei quali oltre il 30% li promuove in maniera vivace e coerente.

SOMMARIO

Introduzione

Cap. I – Oltre la modernità. Cambiare i valori per cambiare il mondo

Cap. II – La ricerca americana sui Creativi Culturali

Cap. III – I creativi culturali in Italia

Cap. IV – Indagini a confronto

Cap. V – Worldshift. Ricercare un salto quantico nella cultura globale

Cap. VI – Il paradigma olistico. L’anima comune tra le differenti visioni della cultura emergente

Cap. VII – La massa critica per il cambiamento globale

Cap. VIII – Conclusioni

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